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Comunicazione
LABORATORI SULLA COMUNICAZIONE
Alle Direttrice e a tutte le FMA
Carissime sorelle,
in questi ultimi anni la nostra ispettoria ha investito in maniera significativa nel vasto campo della comunicazione mettendo in atto tutta una serie di "strumenti" che potessero favorire la comunione nella nostra realtà sicula.
E' importante appropriarci sempre più di queste opportunità per far crescere la conoscenza, la condivisione tra le nostre realtà pastorali. Pertanto abbiamo programmato dei laboratori di comunicazione che permettano di realizzare quanto detto.
L' Obiettivo degli incontri è quello di abilitare un gruppo di FMA all'uso dei media ispettoriali per un servizio più qualificato e coinvolgente della comunità educante
I Prerequisiti indispensabili sono : la conoscenza del PC (computer) e delle funzioni basilari e, in particolare, di Internet.
I Destinatari dell'iniziativa sono due FMA per comunità che possiedano un minimo di competenze nell'utilizzo del PC
Date e orario:
Gli incontri sono distribuiti per zone in modo da dare a tutti la possibilità di partecipare:
Ogni incontro inizierà alle ore 09.30 e si concluderà alle ore 13.00.
E' necessario prenotarsi presso l'ufficio comunicazione ispettoriale in modo da predisporre gli ambienti adeguati.
A nome dell'Ispettrice, Sr.Anna, auguro a tutte un buon anno pastorale!
La responsabile dell'ambito comunicazione
Sr.Carla Monaca
Catania, 13 Settembre 2009
DICO LA MIA…
SU C'E' POSTA PER TE
Ma perché, dopo tutte le volte che sono stati smascherati questi programmi, la gente continua a guardarli??? e' una cosa che non capirò' mai. Vedere tutte queste persone che piangono, che si emozionano davanti ad una busta gigante in uno studio televisivo..no, io sono assolutamente contro il mettere in piazza i propri affari di famiglia, per il semplice fatto di andare in televisione, perché di questo si tratta...e poi il nome del programma...hanno scimmiottato spudoratamente un film adorabile, c'e' posta per te, appunto, con Meg Ryan e Tom Hanks...molto meglio di questa finzione continua, che fa solo tristezza e basta.
Non aprite al postino
di Roberto Fedi
Accendere il televisore e vedere la De Filippi, almeno per chi scrive, è come uscire di casa e scoprire che ti hanno rigato la macchina: una brutta sorpresa. Sarà capitato anche a voi. Non che sia irrimediabile, si capisce (basta andare dal carrozziere), ma ci si rimane male. Ti resta dentro la brutta impressione di una cosa stridente.
Anche con Maria De Filippi i guasti sono rimediabili: basta cambiare canale e cambiarlo spesso, perché la signora Costanzo è un po' dappertutto. Ma, almeno a noi, rimane il segno di quella disarmonia. Le sue trasmissioni sono un mistero: sia pure nel triste panorama delle produzioni serali o pomeridiane dedicate a gente che ama e non si ama, si trova e si perde, si riperde e si ritrova, le sue sono quasi eccessive, senza sfumature, tagliate con l'accetta; e lei stessa - a dire il vero - è in tema. Legnosa.
Insomma, un'aliena. Il che potrebbe andare tutto a suo merito, intendiamoci: se, in questo stato, fa un gran successo, vorrà dire che è brava. Il fatto è che la signora De Filippi in Costanzo ha perfettamente imparato dal marito che, in televisione, non c'è limite al peggio. E allora facciamo finta di nulla e vediamo C'è posta per te.
Che si basa, come forse è noto, sulla storiella del perduto/a e del ritrovato/a. Mettiamo che ci sia una ragazza che cerca la madre, che l'ha abbandonata in tenera età non si sa bene perché. Mettiamo che la madre abiti lontano, magari all'estero. A questo punto una persona normale, in un mondo normale, avrebbe già preso un treno, un aereo, un autobus, una macchina, una bicicletta, e sarebbe andata a trovarla. Magari anche per dirgliene quattro. A Canale 5 no. Qui Maria De Filippi in Costanzo chiama la ragazza e la fa un po' piangere; poi finge di mandare un postino a recapitare una lettera d'invito alla fuggiasca; che apre al postino, prende la lettera (di solito fa anche un po' la faccia sgomenta: 'oddìo, chi sarà?'), e forse - chi sa? - si presenterà in studio. Qui, seduta su un divanetto scomodo, con una bustona finta che la separa dalla ragazza, ascolta in diretta le parole dell'abbandonata. Che, ovviamente, piange. Il pubblico sgangheratamente applaude. Suspense: accetterà la fuggiasca ritrovata di abbracciare la figlia? No? delusione e singhiozzi, e disapprovazione del pubblico. Sì? applausi, urla, lacrime, grugniti, pacche sulla schiena da schiantare un bue, abbracci mozzafiato, barriti (domanda: ma non era meglio se rimanevano ognuno a casa sua, invece di fare queste figure?).
Lo studio è una specie di circo (non a caso); il pubblico è rozzo; le storie banali; la presentatrice è un'aliena; le risate - quando arrivano i siparietti comici - da caserma.
In un'intervista di qualche anno fa, Raimondo Vianello (uno dei pochissimi che avessero il dono dell'ironia e dell'eleganza nell'universo dell'intrattenimento televisivo) disse che gli sarebbe piaciuto presentare una trasmissione di queste. Sorpresa dell'intervistatore. "Immagini questa scena - rispose Vianello - Vado da una signora. 'Le piacerebbe sapere qualcosa di quel suo parente che non vede da trent'anni…?' 'Oh sì!!', e giù lacrime. 'Beh: è morto' ". Troppo forte.
A noi la De Filippi fa lo stesso effetto della macchina rigata. Il segno di un qualcosa che dovrebbe essere diverso, la prova della disarmonia del creato (televisivo). Ma di fronte a storie così, di quelle o quelli che vanno da lei a piangere come fontane perché il marito è scappato, la moglie l'ha buttato fuori di casa, la mamma da cinquant'anni vive all'estero, il babbo ha tagliato la corda eccetera, beh, pensiamo (citando Oscar Wilde) che ci vorrebbe proprio un cuore di pietra per non scoppiare a ridere. E noi non abbiamo di certo un cuore di pietra.
DICO LA MIA…
SUL GIOCO DEI PACCHI.
E TU DA CHE PARTE STAI?
“Tutte le sere mentre ceniamo c’è alla televisione la trasmissione dei pacchi. Oggi ero sul treno e ho pensato che nella vita si gioca spesso ai pacchi. Di continuo ti chiedono :- vuoi fermarti o vuoi andare avanti?- E’ un gioco ma è un gioco con cui non si scherza, i premi possono essere grandi valori, grandi sogni. Magari mi va bene…magari…boh. . Ma ti rode, ti rode in maniera spropositata…e se avessi i cinquecentomilaeuro? ...e se avessi invece un centesimodieuro o ancor peggio un ippopotamo? vuoi fermarti o vuoi andare avanti? vuoi fermarti o vuoi andare avanti? Mio papà dice che è un gioco inutile perchè è già tutto deciso. Poi però si diverte lo stesso come un matto a guardarlo.”
?INTERROGHIAMOCI?
Ci sembra corretto il guadagno facile?
Ci sembra coerente con la proposta di una vita seria e impegnata che facciamo ai giovani?
Ci sembra giusto giocare con i sentimenti degli altri ?
Siamo consapevoli di ciò che provoca a livello psicologico ?
TV: LE SUORE CONTRO I QUIZ MILIONARI,
“ILLUDONO I BAMBINI”
Basta quiz miliardari che disorientano e danneggiano l'educazione dei bambini. Sì alla fiction, alla cultura in tv ma soprattutto allo sport quando è veicolo di valori positivi. No al miliardario Gerry Scotti che dispensa sogni fasulli, si alla pacatezza di Paola Ferrari, alla preparazione di Piero Angela e alla incisività di Lucia Annunziata. È una analisi dura di ciò che va in onda sul piccolo schermo quella delle suore italiane, impegnate a migliaia negli oratori a contatto continuo con i bambini e preoccupate per gli effetti che certe trasmissioni hanno sui più piccoli.
Dallo studio condotto su un campione di 350 suore attive in 80 oratori sparsi per l'Italia emerge una sorta di ''pagella'' con promossi, bocciati e rimandati: nel dettaglio le religiose, sempre molto attente all'educazione dei minori, compresa quella che ricevono attraverso le numerose ore che i giovani passano davanti alla TV, bocciano soprattutto i quiz milionari (25%) che veicolano, agli occhi di un telespettatore indifeso o poco critico, una visione troppo materialista della realtà. E a ragione, visto che i dati Auditel come i bambini dai 4 ai 14 anni che seguono ogni giorno quiz in tv sono ben oltre 5 milioni! . Per il resto, oltre a diseducativi, le suore li definiscono anche finti (16%), sconci per l'esibizione di corpi femminili (18%), ripetitivi (12%), nocivi per il linguaggio dei giovani (14%).
Bocciati anche i numerosi reality show (23%), rei di non fornire ai telespettatori nessuno spunto di riflessione interiore ma solo la rincorsa a tutti i costi del successo, spesso effimero e frutto non di doti da affinare con lo studio o l'esercizio, ma di qualità come la bellezza che, al contrario, sfiorisce con il passare del tempo. Tra i programmi più seguiti dalle religiose le trasmissioni sportive (18%), che stimolano nei giovani valori positivi, come una sana competitività legata al rispetto di regole condivise, eccezion fatta per il wrestling che, oltre a stimolare un atteggiamento aggressivo nei telespettatori più piccoli, evita volutamente di sottolineare la ''finzione'' nascosta dietro le evoluzioni dei lottatori. Non tutte però.
Promosse dalle religiose anche le fiction (31%), opere che in molti casi andrebbero regalate a tutte le scuole per il loro valore didattico e per la capacità di descrivere in maniera approfondita le vicende e i personaggi più importanti della storia. Suor Rosalia, madre superiora dell'Ordine delle Pie discepole del Divin Maestro di Catania, conferma questa tendenza: “Ci ritroviamo spesso con le consorelle a guardare Don Matteo, una fiction divertente, che trasmette sani valori come l'amicizia e il senso della giustizia. Non ci piacciono, sinceramente, i programmi dove si vincono montepremi milionari, perché possono dare l'idea, soprattutto ai più giovani, che sia possibile guadagnare tanto, senza faticare.
Promosse, infine, anche la cultura (22%), soprattutto sotto forma di programmi di divulgazione scientifica, e l'informazione (12%), per i suoi approfondimenti sull'economia, sulla politica e sul sociale, ma rimandata perché spesso e a torto, cerca notizie cavalcando il sensazionalismo a scapito della privacy o dei diritti dei protagonisti.
(da una ricerca del periodico online Marketing&tv)
HAI ANCORA VOGLIA DI DIVERTIRTI COSI’?
DICO LA MIA…SU FORUM
Il programma tratta di cause civili e, durante la sua programmazione, presenta i due momenti salienti: l’esposizione della controversia e la decisione finale del giudice.
Nel frattempo, l’intermezzo è dedicato al giudizio del pubblico, che lo esprime tramite dei sassolini, che poi verranno pesati su un’apposita bilanciata e determineranno la decisione della giuria popolare.
Essa, pur rappresentando ciò che pensa un campione di persone (e cioè quello presente come pubblico all’interno della stessa trasmissione), spesso e volentieri non coincide con il parere finale del giudice. Questo è il piatto forte del programma.
Di per contro ci sono le numerose interruzioni pubblicitarie, una vera noia, che hanno lo scopo solo di alzare l’attenzione verso la decisione finale del giudice, la quale viene piazzata sempre dopo un lungo spot.
C’è poi l’immancabile televendita, un altro momento puramente commerciale, che ha il solo scopo di raccogliere proventi pubblicitari e niente più.C’è quindi un altro aspetto da sottolineare.Esso è rappresentato dagli screzi e dai confronti diretti fra i contendenti, i quali si lasciano andare spesso a dei veri e propri show, sia davanti al giudice che di fronte al pubblico.
Quest’ultimo poi non è da meno e contribuisce a mantenere alto il livello dello “spettacolo”, alleggerendo il clima serioso dettato dalla legge e dalle sentenze dei giudici.
“Io sono uno di quelli che tornando a casa da lavoro per pranzo,se lo deve sorbire (grazie mamma!) per almeno 30 minuti.Come fa la gente a seguire un programma con delle cause giudiziarie inventate e messe in scena da attorucoli da strapazzo raccolti per strada?? Personalmente mi urta da morire che si prenda spunto da argomenti di attualità e si insceni una patetica recita con persone ignoranti che non sanno neanche parlare correttamente italiano (avete notato poi che ogni volta che terminano di dire una frase lanciano uno sguardo sulla destra come per dire "andava bene?? Presumo ci siano autori del programma che danno istruzioni). (Corey)
?
INTERROGHIAMOCI
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